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leasing o mutuo per l'impresa a Brescia

Leasing per l’impresa: quando conviene davvero rispetto al mutuo?

Pianificare gli investimenti aziendali senza compromettere la liquidità è una delle principali esigenze di ogni impresa.

Quando si tratta di acquistare macchinari, veicoli, attrezzature o immobili strumentali, una domanda ricorre spesso: è più conveniente ricorrere al leasing o sottoscrivere un mutuo aziendale? La risposta dipende da diversi fattori: tipologia e durata utile del bene, disponibilità finanziaria, trattamento fiscale, necessità di diventare subito proprietari e condizioni economiche proposte dalla banca o dalla società di leasing.

Non esiste quindi una soluzione migliore in assoluto. Esiste, piuttosto, la formula più adatta agli obiettivi e alla struttura finanziaria della singola impresa.

Leasing e mutuo: qual è la differenza?

Prima di confrontare vantaggi e svantaggi, è importante distinguere il funzionamento dei due strumenti.

Il mutuo aziendale

Con il mutuo, la banca concede all’impresa una somma di denaro, che viene utilizzata per acquistare il bene. L’impresa ne diventa proprietaria sin dall’acquisto e iscrive il bene tra le proprie attività patrimoniali. Il finanziamento viene poi rimborsato attraverso rate periodiche, composte generalmente da una quota capitale e da una quota interessi. Per gli immobili, il mutuo può essere assistito da garanzie reali, come l’ipoteca, oppure da garanzie personali o pubbliche.

Il leasing finanziario

Nel leasing finanziario, la società concedente acquista il bene individuato dall’impresa e glielo mette a disposizione per tutta la durata del contratto. L’impresa utilizzatrice paga canoni periodici e sostiene normalmente i rischi e gli oneri legati all’utilizzo del bene. Il riscatto non è automatico: l’impresa diventa proprietaria soltanto se esercita l’opzione finale e versa il relativo importo.

I principali vantaggi del leasing

1. Minore impatto iniziale sulla liquidità Il leasing può consentire di finanziare l’utilizzo di un bene senza sostenerne immediatamente l’intero prezzo di acquisto. Il contratto può prevedere un anticipo, spesso definito come “maxicanone iniziale”, ma il suo importo non è fisso per legge e può variare in base:
  • al tipo di bene;
  • al profilo economico e finanziario dell’impresa;
  • alla durata del contratto;
  • al valore residuo;
  • alle politiche della società concedente.
Per questo motivo è preferibile evitare indicazioni generalizzate come “anticipo sempre compreso tra il 10% e il 20%”. In alcuni casi l’anticipo può essere inferiore, superiore o non previsto.
Il leasing può inoltre essere utile quando l’impresa vuole preservare liquidità per il capitale circolante, le spese operative o ulteriori investimenti.

2. Finanziamento dell’IVA, ma senza vantaggio fiscale automatico Nel leasing l’IVA viene normalmente applicata sui canoni e sull’eventuale maxicanone, secondo le regole proprie dell’operazione. Questo distribuisce nel tempo l’esborso finanziario legato all’imposta, invece di concentrare l’intero pagamento al momento dell’acquisto. Tuttavia, è importante distinguere due aspetti:
  • la modalità di pagamento dell’IVA;
  • il diritto alla detrazione dell’IVA.
La detraibilità non è automatica e dipende dall’attività esercitata, dalla natura del bene e dal suo effettivo impiego aziendale. Per esempio, per le autovetture soggette a uso promiscuo possono applicarsi limitazioni specifiche, mentre per beni esclusivamente strumentali la detrazione può essere più ampia, se ricorrono i requisiti previsti dalla normativa.
Il leasing, quindi, non rende di per sé l’IVA più detraibile: può semplicemente modificarne il momento e la modalità di addebito.

3. Deducibilità fiscale dei canoni La deducibilità dei canoni di leasing deve essere valutata caso per caso. Dipende, tra l’altro:
  • dalla tipologia del bene;
  • dall’uso del bene nell’attività d’impresa;
  • dai limiti previsti per alcune categorie, come gli autoveicoli;
  • dalle regole fiscali applicabili al periodo d’imposta.
In linea generale, il leasing può consentire una deduzione distribuita secondo la durata minima fiscale prevista per il bene, che non coincide necessariamente con la durata contrattuale.
Per il mutuo l’impresa deduce normalmente gli ammortamenti del bene e gli interessi passivi secondo le regole applicabili. Nel leasing, invece, il costo viene rappresentato fiscalmente attraverso i canoni, con la necessità di verificare la disciplina specifica.
L’eventuale convenienza fiscale deve perciò essere calcolata con il supporto del commercialista, considerando il costo complessivo dell’operazione e non soltanto l’importo della singola rata.

4. Possibile semplificazione delle garanzie Nel leasing il bene resta di proprietà della società concedente fino all’eventuale riscatto. Questa caratteristica può rendere, in alcuni casi, la struttura dell’operazione diversa da quella di un mutuo, nel quale la banca eroga denaro e può richiedere garanzie reali o personali.
Ciò non significa però che il leasing sia sempre più facile da ottenere. La società concedente valuta comunque:
  • bilanci e situazione economico-finanziaria;
  • anzianità dell’impresa;
  • capacità di rimborso;
  • esposizione bancaria;
  • eventuali segnalazioni creditizie;
  • valore e rivendibilità del bene.
Anche il leasing può quindi richiedere garanzie aggiuntive e un’istruttoria articolata.

Leasing: attenzione ai costi complessivi

La convenienza non deve essere valutata soltanto confrontando il canone mensile con la rata del mutuo.
Per una comparazione corretta occorre considerare:
  • maxicanone iniziale;
  • numero e importo dei canoni;
  • tasso applicato;
  • spese di istruttoria;
  • costi assicurativi;
  • eventuali servizi accessori;
  • valore del riscatto finale;
  • costi di gestione e manutenzione;
  • penali in caso di estinzione anticipata o risoluzione;
  • trattamento dell’IVA;
  • eventuali garanzie richieste.
Un canone più basso può dipendere da un maxicanone elevato o da un valore di riscatto finale significativo. Al contrario, una rata più alta può includere servizi e coperture che nel mutuo sarebbero a carico dell’impresa.
Il confronto dovrebbe quindi essere effettuato sul costo totale dell’operazione, preferibilmente a parità di durata, anticipo, valore finanziato e condizioni finali.

Quando può convenire il mutuo aziendale?

Il mutuo può essere la soluzione più adatta quando l’impresa desidera diventare immediatamente proprietaria del bene, intende mantenerlo per un periodo molto lungo, o quando il richiedente non ha interesse fiscale da preservare in quanto l’acquisto segue l’ammortamento ordinario.

Acquisto di immobili strumentali

Per l’acquisto della sede, di un capannone o di un immobile commerciale da utilizzare per molti anni, il mutuo può risultare coerente con una strategia di patrimonializzazione.
L’impresa diventa proprietaria dell’immobile dall’inizio e può distribuire il rimborso su un periodo generalmente più lungo rispetto al contratto di leasing immobiliare.
La convenienza economica, tuttavia, non è automatica: deve essere verificata confrontando tasso, durata, garanzie, costi notarili, imposte, assicurazioni e condizioni del leasing immobiliare eventualmente disponibile.

Proprietà immediata del bene

Il mutuo è preferibile quando la proprietà immediata è strategicamente importante, per esempio per:
  • iscrivere il bene nel patrimonio aziendale;
  • disporne senza attendere il riscatto;
  • utilizzarlo come garanzia o valorizzarlo in operazioni future;
  • evitare l’incertezza legata alla decisione finale di riscatto.

Utilizzo molto lungo del bene

Se il bene ha una vita utile lunga, mantiene il proprio valore e non è soggetto a rapida obsolescenza, l’acquisto finanziato con mutuo può essere più coerente rispetto a una formula pensata per facilitare il ricambio periodico. È il caso, ad esempio, di immobili, impianti durevoli o macchinari progettati per rimanere operativi per molti anni.

Leasing o mutuo: come scegliere?

La decisione dovrebbe partire da cinque domande:
1. Il bene perderà rapidamente valore o sarà utilizzato per molti anni?
2. L’impresa ha bisogno di preservare liquidità?
3. È importante diventare subito proprietari?
4. Qual è il costo totale delle due alternative?
5. Quale impatto avranno canoni, rate, IVA e deduzioni sui flussi di cassa aziendali?

In conclusione, il leasing può essere una soluzione efficace per finanziare macchinari, veicoli e beni tecnologici, soprattutto quando l’impresa vuole mantenere flessibilità finanziaria e programmare il rinnovo degli asset.
Il mutuo può invece essere più adatto quando l’obiettivo è acquistare e patrimonializzare un bene, in particolare un immobile strumentale destinato a rimanere nella disponibilità dell’azienda per un lungo periodo.
La scelta corretta non dipende soltanto dalla rata mensile o dal vantaggio fiscale teorico: deve considerare il costo complessivo, la liquidità disponibile, la durata effettiva dell’investimento e la strategia di crescita dell’impresa.

Le regole fiscali possono variare in base al tipo di bene, al suo utilizzo e alla situazione dell’impresa. Prima di sottoscrivere un contratto è opportuno verificare il caso concreto con il commercialista e confrontare preventivi omogenei.