
Leasing per l’impresa: quando conviene davvero rispetto al mutuo?
Pianificare gli investimenti aziendali senza compromettere la liquidità è una delle principali esigenze di ogni impresa.
Quando si tratta di acquistare macchinari, veicoli, attrezzature o immobili strumentali, una domanda ricorre spesso: è più conveniente ricorrere al leasing o sottoscrivere un mutuo aziendale? La risposta dipende da diversi fattori: tipologia e durata utile del bene, disponibilità finanziaria, trattamento fiscale, necessità di diventare subito proprietari e condizioni economiche proposte dalla banca o dalla società di leasing.
Non esiste quindi una soluzione migliore in assoluto. Esiste, piuttosto, la formula più adatta agli obiettivi e alla struttura finanziaria della singola impresa.
Leasing e mutuo: qual è la differenza?
Il mutuo aziendale
Il leasing finanziario
I principali vantaggi del leasing
- al tipo di bene;
- al profilo economico e finanziario dell’impresa;
- alla durata del contratto;
- al valore residuo;
- alle politiche della società concedente.
Il leasing può inoltre essere utile quando l’impresa vuole preservare liquidità per il capitale circolante, le spese operative o ulteriori investimenti.
2. Finanziamento dell’IVA, ma senza vantaggio fiscale automatico Nel leasing l’IVA viene normalmente applicata sui canoni e sull’eventuale maxicanone, secondo le regole proprie dell’operazione. Questo distribuisce nel tempo l’esborso finanziario legato all’imposta, invece di concentrare l’intero pagamento al momento dell’acquisto. Tuttavia, è importante distinguere due aspetti:
- la modalità di pagamento dell’IVA;
- il diritto alla detrazione dell’IVA.
Il leasing, quindi, non rende di per sé l’IVA più detraibile: può semplicemente modificarne il momento e la modalità di addebito.
3. Deducibilità fiscale dei canoni La deducibilità dei canoni di leasing deve essere valutata caso per caso. Dipende, tra l’altro:
- dalla tipologia del bene;
- dall’uso del bene nell’attività d’impresa;
- dai limiti previsti per alcune categorie, come gli autoveicoli;
- dalle regole fiscali applicabili al periodo d’imposta.
Per il mutuo l’impresa deduce normalmente gli ammortamenti del bene e gli interessi passivi secondo le regole applicabili. Nel leasing, invece, il costo viene rappresentato fiscalmente attraverso i canoni, con la necessità di verificare la disciplina specifica.
L’eventuale convenienza fiscale deve perciò essere calcolata con il supporto del commercialista, considerando il costo complessivo dell’operazione e non soltanto l’importo della singola rata.
4. Possibile semplificazione delle garanzie Nel leasing il bene resta di proprietà della società concedente fino all’eventuale riscatto. Questa caratteristica può rendere, in alcuni casi, la struttura dell’operazione diversa da quella di un mutuo, nel quale la banca eroga denaro e può richiedere garanzie reali o personali.
Ciò non significa però che il leasing sia sempre più facile da ottenere. La società concedente valuta comunque:
- bilanci e situazione economico-finanziaria;
- anzianità dell’impresa;
- capacità di rimborso;
- esposizione bancaria;
- eventuali segnalazioni creditizie;
- valore e rivendibilità del bene.
Leasing: attenzione ai costi complessivi
Per una comparazione corretta occorre considerare:
- maxicanone iniziale;
- numero e importo dei canoni;
- tasso applicato;
- spese di istruttoria;
- costi assicurativi;
- eventuali servizi accessori;
- valore del riscatto finale;
- costi di gestione e manutenzione;
- penali in caso di estinzione anticipata o risoluzione;
- trattamento dell’IVA;
- eventuali garanzie richieste.
Il confronto dovrebbe quindi essere effettuato sul costo totale dell’operazione, preferibilmente a parità di durata, anticipo, valore finanziato e condizioni finali.
Quando può convenire il mutuo aziendale?
Acquisto di immobili strumentali
L’impresa diventa proprietaria dell’immobile dall’inizio e può distribuire il rimborso su un periodo generalmente più lungo rispetto al contratto di leasing immobiliare.
La convenienza economica, tuttavia, non è automatica: deve essere verificata confrontando tasso, durata, garanzie, costi notarili, imposte, assicurazioni e condizioni del leasing immobiliare eventualmente disponibile.
Proprietà immediata del bene
- iscrivere il bene nel patrimonio aziendale;
- disporne senza attendere il riscatto;
- utilizzarlo come garanzia o valorizzarlo in operazioni future;
- evitare l’incertezza legata alla decisione finale di riscatto.
Utilizzo molto lungo del bene
Leasing o mutuo: come scegliere?
La decisione dovrebbe partire da cinque domande:
1. Il bene perderà rapidamente valore o sarà utilizzato per molti anni?
2. L’impresa ha bisogno di preservare liquidità?
3. È importante diventare subito proprietari?
4. Qual è il costo totale delle due alternative?
5. Quale impatto avranno canoni, rate, IVA e deduzioni sui flussi di cassa aziendali?
In conclusione, il leasing può essere una soluzione efficace per finanziare macchinari, veicoli e beni tecnologici, soprattutto quando l’impresa vuole mantenere flessibilità finanziaria e programmare il rinnovo degli asset.
Il mutuo può invece essere più adatto quando l’obiettivo è acquistare e patrimonializzare un bene, in particolare un immobile strumentale destinato a rimanere nella disponibilità dell’azienda per un lungo periodo.
La scelta corretta non dipende soltanto dalla rata mensile o dal vantaggio fiscale teorico: deve considerare il costo complessivo, la liquidità disponibile, la durata effettiva dell’investimento e la strategia di crescita dell’impresa.
Le regole fiscali possono variare in base al tipo di bene, al suo utilizzo e alla situazione dell’impresa. Prima di sottoscrivere un contratto è opportuno verificare il caso concreto con il commercialista e confrontare preventivi omogenei.
