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Mutui chirografari senza ipoteca

Finanziamenti imprese senza ipoteca: il mutuo chirografario MCC

Il mutuo chirografario rappresenta da sempre uno dei canali di finanziamento a medio e lungo termine più dinamici per il tessuto imprenditoriale. A differenza del classico mutuo ipotecario, questo strumento non poggia su garanzie reali – come un’ipoteca su un immobile – bensì sulla solidità patrimoniale e sulla capacità di reddito del soggetto richiedente. Negli ultimi anni, tuttavia, l’evoluzione dei mercati finanziari e l’irrigidimento dei criteri di valutazione del rischio da parte delle autorità di vigilanza, hanno profondamente trasformato la sua fisionomia.

In passato, la delibera di un mutuo chirografario era strettamente vincolata alla validità intrinseca del debitore. L’istituto di credito analizzava i bilanci, i flussi di cassa prospettici e il patrimonio complessivo dell’azienda, la quale rispondeva dell’adempimento con tutti i propri beni presenti e futuri. Sebbene questo principio cardine rimanga formalmente valido dal punto di vista giuridico, la prassi bancaria contemporanea ha introdotto un elemento di svolta fondamentale: l’intervento dei fondi di garanzia pubblici.

Da qualche anno a questa parte, infatti, le banche tendono a subordinare la delibera del finanziamento chirografario alla concessione della garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI, gestito da Medio Credito Centrale (MCC). Si tratta di uno strumento di mitigazione del rischio di Stato che interviene a tutela della banca in percentuali strutturate in base alla finalità del credito.

Nello specifico, qualora l’azienda richieda un chirografario finalizzato a un investimento (come l’acquisto di macchinari, impianti o l’ampliamento di un sito produttivo), l’MCC restituisce alla banca una garanzia pubblica pari all’80% del valore erogato. Nel caso in cui il finanziamento sia invece destinato a scopi di pura liquidità o al reintegro del capitale circolante, la copertura si attesta tipicamente intorno al 50% dell’importo concesso.

Questa sinergia tra mutuo chirografario e garanzia statale riscuote oggi un enorme successo, poiché genera un’operazione “win-win” (ovvero a mutuo beneficio) per entrambi gli attori coinvolti nel processo di affidamento.

Per le aziende, il vantaggio principale risiede nell’estrema flessibilità e nell’accessibilità del credito. Grazie alla spinta della garanzia pubblica, le imprese riescono a ottenere l’erogazione di somme importanti, arrivando a coprire in molti casi fino al 100% del piano di investimento preventivato, senza dover immobilizzare o gravare i propri beni con ipoteche onerose.

Dal canto loro, le banche intervengono con minore rigidità e tempi di delibera ottimizzati. Avendo la certezza che una quota elevatissima del capitale erogato è garantita dallo Stato, il rischio di credito effettivo si azzera quasi del tutto. Inoltre, proprio grazie alla natura “risk-free” di questa garanzia secondo i parametri di Basilea, le banche pagano meno la loro provvista finanziaria, potendo così riversare questo risparmio sul cliente finale sotto forma di tassi d’interesse più competitivi.